La storia di una ragazza di 17 anni che non si è arresa e che il destino ha condotto proprio nella scuola che avevamo costruito per lei, senza ancora saperlo.
Marzo 2026 · Family House di Konto · duenonniperlafrica.org
La chiameremo Mariya Ha 17 anni, viene da un piccolo villaggio della regione di Wolayta, nel sud dell’Etiopia, a pochi chilometri dalla città di Soddo. È la penultima di nove figli: suo padre coltiva un piccolo appezzamento di terra, sua madre si occupa della casa. Una famiglia numerosa e povera, come tante in queste zone rurali dove l’agricoltura di sussistenza è ancora il perno della vita quotidiana, il lavoro scarseggia e l’emigrazione interna svuota lentamente i villaggi.
Mariya è cresciuta sapendo che l’istruzione è un privilegio raro. La scuola pubblica del suo paese non gode di buona reputazione, i risultati agli esami nazionali di maturità sono tra i più bassi della regione. Ma lei ha sempre studiato con determinazione. Quest’autunno, grazie all’aiuto di un familiare che l’aveva accolta a casa sua a Soddo, ha potuto iscriversi alla Scuola Abba Pascal, l’istituto femminile che la nostra associazione ha seguito passo dopo passo: dalla progettazione alla costruzione, fino alla sua crescita come punto di riferimento per le ragazze del territorio.
«Una scuola seria, un posto dove dormire, la retta pagata: è bastato questo perché Mariya si classificasse tra le migliori della classe. Non serviva un miracolo. Serviva il minimo indispensabile.»
C’è qualcosa di commovente in questo: noi avevamo costruito quella scuola sognando ragazze come Mariya. E Mariya, senza saperlo, aveva trovato la strada fino a lì.
Poi, a causa di una lite familiare del tutto estranea a lei, la situazione è precipitata. Il familiare che la ospitava ha ritirato il proprio sostegno dall’oggi al domani, lasciandola senza alloggio e senza la retta scolastica. Mariya non si è fermata: ha trovato rifugio a casa di un’amica, a tre chilometri dalla scuola, continuando ad andare in classe ogni mattina. Ma quella precarietà era insostenibile, e lo sapeva.
Grazie alla segnalazione di un frate e di una suora che conoscono bene la sua zona di origine e seguono da vicino le famiglie più vulnerabili del territorio, la storia di Mariya è arrivata fino a noi. Abbiamo valutato la sua situazione e abbiamo deciso senza esitazioni: Mariya entra subito nella nostra Family House di Konto.
Cosa fa la nostra associazione?
Da anni operiamo in Etiopia con un approccio diretto e radicato nel territorio: sosteniamo la costruzione e la gestione di scuole, finanziamo borse di studio, e gestiamo le Family House — case famiglia che accolgono ragazze meritevoli e vulnerabili, offrendo loro alloggio, vitto, materiale scolastico e una comunità stabile. Tutto il lavoro è seguito in loco dai nostri volontari e collaboratori, in stretto contatto con le comunità locali.
Per Mariya entrare in Family House significa avere un tetto, i pasti, e la retta pagata. Ma significa soprattutto non dover più scegliere ogni mattina se vale la pena alzarsi e andare a scuola quando non sai dove dormiresti la sera. Significa poter studiare, e basta.
Il cerchio si chiude in modo quasi incredibile: la ragazza che aveva trovato da sola la strada fino alla scuola che avevamo costruito, adesso trova anche la casa che avevamo immaginato per lei. Tutto quello che i nostri sostenitori hanno contribuito a costruire — mattone dopo mattone, euro dopo euro — sta producendo esattamente questo: una possibilità concreta per chi altrimenti non ne avrebbe avuta nessuna.
Anche tu puoi cambiare la storia di una ragazza come Mariya
Un contributo mensile copre la retta, il vitto e l’alloggio in Family House. Costa meno di quanto pensi, vale più di quanto immagini.
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I dati personali della beneficiaria sono stati anonimizzati per tutela della privacy. La storia è reale e documentata dal nostro programma sul campo.