21 MARZO 2026 • KONTO, WOLAYTA SODDO
Quattordici aule, sei laboratori, una biblioteca. E un sogno che ha impiegato anni a diventare realtà.

C’è un momento preciso in cui un sogno smette di essere tale e diventa qualcosa di concreto. Per noi quel momento è arrivato il 21 marzo 2026, nella città di Soddo, nel quartiere di Konto, nel cuore del Wolayta. Il taglio di un nastro bianco, un boato di applausi, e 800 studenti che entrano nella loro nuova scuola superiore.
Ma arrivarci non è stato semplice. Per anni abbiamo lavorato all’idea di affiancare una scuola superiore alla scuola primaria femminile “Abba Pascal” di Konto, inaugurata nel 2012. Volevamo garantire continuità didattica: le ragazze che finivano la scuola media non avrebbero più dovuto rinunciare agli studi o percorrere chilometri per raggiungere un altro istituto. Serviva una scuola superiore, moderna, attrezzata. Vicina.
Ci sono voluti anni di pazienza, dialogo e perseveranza. Convincere i frati di Konto, trovare uno sponsor in grado di sostenere l’onere economico di una struttura all’altezza. Poi la svolta: i Medici dell’Alto Adige per il Mondo hanno accettato la sfida. Con il contributo della Provincia di Bolzano, della Regione, della CEI, della onlus Il Seme della Speranza e di tanti benefattori, il progetto è diventato cantiere. E il cantiere è diventato scuola.
Una struttura pensata per durare
Antonio ha curato il layout e seguito la costruzione passo dopo passo, assistito dall’ingegnere Giovanni Padovese. Il risultato è un complesso scolastico che non ha nulla da invidiare alle scuole europee: 14 aule spaziose, 6 laboratori, una biblioteca, un’aula magna capiente, uffici amministrativi e una caffetteria. Un preside all’altezza del compito — allievo di Antonio — guida oggi una scuola già pienamente funzionante, con oltre 800 studenti iscritti.


Un giorno di festa per tutta la comunità
Il 21 marzo l’aula magna era affollatissima. Autorità religiose e civili, insegnanti, genitori e studenti si sono riuniti per celebrare un traguardo che appartiene a tutti. Danze folkloristiche, musiche, discorsi. E tanta, tanta gioia — quella gioia che riconosci quando una comunità sente che qualcosa di importante sta cambiando davvero.
La voce di chi ha aperto la strada
Tra gli interventi della giornata, due hanno colpito tutti. Il primo è stato quello della signora Roman, moglie dell’ex primo ministro Hailemariam, che ha ripercorso la storia dell’istruzione tra i Wolayta. Ha raccontato come sia riuscita, nonostante le difficoltà del suo tempo, a ottenere un dottorato — indicando agli studenti la via della tenacia e del sacrificio. Le scuole, ha detto, sono portatrici di forze morali, culturali e spirituali per il Paese.
Le parole di Abdil
Ma il momento che nessuno dimenticherà è arrivato con Abdil, una studentessa di diciassette anni della terza superiore. Si è alzata in piedi e ha pronunciato un discorso che ha commosso tutta l’aula magna. Abdil è di fede musulmana, e le sue parole hanno toccato temi che vanno ben oltre le mura di una scuola.
Ha parlato di pace, di convivenza tra le etnie, delle sfide che il suo Paese deve affrontare. Si è rivolta agli sponsor e alla scuola con una maturità e una consapevolezza sorprendenti — ricalcando l’attaccamento alla cultura locale e aprendo al contempo la mente alla conoscenza e all’innovazione.
«Apprezziamo profondamente i vostri sforzi nel promuovere la pace e la stabilità nel mondo. Nelle regioni colpite da conflitti, come la Palestina, il Sudan, il Sud Sudan, il Myanmar e l’Ucraina, la vostra voce ha costantemente incoraggiato il dialogo, la riconciliazione e la giustizia. Il vostro impegno ci ricorda l’importanza della convivenza pacifica.»
— Abdil, 17 anni, studentessa della Konto High School
«Ammiriamo sinceramente il vostro rispetto per tutte le religioni e le culture. I vostri sforzi nel promuovere la comprensione interreligiosa ci insegnano che l’unità può essere raggiunta attraverso il rispetto e l’accettazione delle nostre differenze.»
— Abdil
«Oggi, mentre celebriamo questa inaugurazione, ci viene ricordato che l’istruzione, la pace e il rispetto sono le fondamenta di un mondo migliore. E voi continuate a svolgere un ruolo essenziale nel costruire quel futuro.»
— Abdil
Le parole di Abdil sono la prova vivente di ciò in cui crediamo: quando dai a una ragazza gli strumenti per studiare, non le cambi solo la vita. Le dai una voce. E quella voce, come abbiamo sentito il 21 marzo, può ispirare un’intera comunità.

Possano le future generazioni guardare a questa data
Questa scuola non è solo un edificio. È una promessa. È la promessa che le ragazze e i ragazzi di Konto non dovranno più scegliere tra restare nel loro quartiere e continuare a studiare. È la promessa che l’istruzione di qualità non è un privilegio delle città ricche, ma un diritto di ogni comunità che crede nel proprio futuro.
Possano le future generazioni guardare a questa data — il 21 marzo 2026 — e valutare l’impatto che questa scuola ha avuto nella comunità. Noi ci crediamo. E continueremo a costruire.
Anche tu puoi costruire il prossimo capitolo
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