La Scuola dell’Infanzia di Shanto, Località Zaimene
Dopo aver gettato le basi per la formazione professionale e l’istruzione primaria per le ragazze a Soddo, lo sguardo si è posato senza quasi farlo apposta su un’altra, fondamentale, fase della crescita: la prima infanzia.
A tal proposito, il sistema scolastico etiope, in particolare la scuola primaria, presenta delle complessità notevoli. I bambini, infatti, iniziano subito con l’apprendimento di ben tre lingue: la lingua locale (che usa l’alfabeto latino e si legge come l’italiano), l’amarico (la lingua quasi nazionale, con un proprio alfabeto composto da 270 segni, la più ostica da imparare), e l’inglese (che, pur usando l’alfabeto latino, ha una pronuncia completamente diversa). Senza una preparazione adeguata fornita dalla scuola dell’infanzia, i bambini si trovano spesso confusi e destinati a ripetere la prima elementare due o tre volte. Di conseguenza, molti abbandonano la scuola all’età di 11/12 anni, diventando utili in casa per attività come procurare acqua, raccogliere legna o badare ai fratellini.
Tra il 2011 e il 2012, i passi di Lina hanno percorso le strade di Shanto, un piccolo insediamento a 30 km a est di Soddo -oggi capoluogo di contea-, dove lei stessa ha insistito per la costruzione della scuola dell’infanzia che ha poi sempre molto amato: un luogo dove la cura, l’apprendimento e l’igiene si fondono per dare ai più piccoli le basi solide per affrontare il loro percorso scolastico e la vita stessa.
Il contesto di Shanto: una sfida quotidiana per i più piccoli
Le condizioni a Shanto erano (e in molte aree rurali rimangono) di profondo disagio, caratterizzate da povertà, scarsa igiene e malattie diffuse. Lina, infermiera di lungo corso, ha riscontrato personalmente la presenza di numerosi bambini denutriti e ammalati, tanto che due di loro dovettero essere portati con urgenza all’ospedale. La mancanza di accesso a risorse basilari era palpabile: si assisteva alla desolante scena di un bambino che si lavava con un solo bicchiere d’acqua, a testimonianza di una quotidianità fatta di stenti e privazioni. Anche le infrastrutture esistenti mostravano segni di abbandono, come una pompa eolica installata da una ONLUS olandese, ormai arrugginita e inutilizzabile a causa della mancata formazione sulla sua manutenzione.
In questo scenario di fragilità, nel 2012 è stata inaugurata la Scuola dell’Infanzia, la cui realizzazione è stata possibile grazie al generoso supporto di una ONLUS di Bolzano, Medici dell’Alto Adige per il Mondo, che ha fornito il 50% dei fondi, e della metà restante proveniente dal TFR (Trattamento di Fine Rapporto) di una signora ladina che per 40 anni era dirigente delle scuole materne ladine dell’Alto Adige. Per i successivi dodici anni dall’inaugurazione le spese correnti della scuola sono state sostenute principalmente da una Fondazione milanese “Mission Bambini” che ora si interfaccia con la parrocchia locale e alla cui integrazione va il nostro sostegno.
Il risultato è stato una scuola di altissima qualità, concepita per affrontare le sfide educative fin dalle loro radici, descritta come “come non altre nel territorio“.
La Scuola si propone quindi di:
- Fornire un pasto quotidiano ai bambini, combattendo la denutrizione.
- Insegnare l’igiene, promuovendo buone pratiche e prevenendo malattie.
- Prepararli ad affrontare le scuole elementari, mitigando lo shock linguistico e culturale e fornendo le competenze pre-scolastiche essenziali, per il preside della vicina scuola elementare i nostri bambini erano leader nell’apprendimento e uno stimolo per gli altri.
- Accompagnare la crescita di bambine e bambini garantendo un approccio pedagogico all’avanguardia, quello montessoriano, per nulla scontato nel Paese. Quattro ragazze locali, infatti, hanno ottenuto un diploma da una vicina scuola Montessori.